Sono davvero molti i fattori che possono impedire di dormire bene e risvegliarsi tonificati e scattanti, pronti per affrontare al meglio un nuovo giorno. L'igiene del sonno è essenziale per rimediare e se non basta ci sono escolzia, passiflora e valeriana
E' esperienza comune che dormire poco o male può avere notevoli ripercussioni sulla qualità della vita durante il giorno. La stanchezza fisica e mentale, che riduce le prestazioni ed espone a un maggior rischio di incidenti, è certo il segno più evidente e comune, ma non il solo. Un riposo insufficiente, specie se protratto, incide sul tono dell'umore, sulla capacità di reagire allo stress, sulle possibi- lità dell'organismo di difendersi dalle malattie. In definitiva, l'insonnia è una vera e propria minaccia per il benessere e la salute. Come se non bastasse, l'irritabilità e il nervosismo che seguono notti agitate rendono meno disponibili verso gli altri e possono arrivare a compromettere la qualità delle relazioni familiari e sociali.
Per molti di coloro che ne soffrono (circa il 25% delle persone tra i 20 e 40 anni e oltre il 50% degli over 60), l'insonnia, nelle sue innumerevoli declinazioni, è una sgradevole compagna, che ci si deve ras-segnare a sopportare.
Nulla di più sbagliato. Il problema non dovrebbe mai essere trascurato perchè le occasionali notti bianche possono trasformarsi in un disturbo cronico e, a lungo andare, favorire malattie più gravi dell'apparato digerente, del metabolismo, del cuore e dei vasi sanguigni. Peraltro si deve sapere che spesso per contrastare l'insonnia non sono necessari farmaci o strategie particolari e non è neppure indispensabile rivolgersi al medico. L'insonnia si può dimenticare semplicemente aiutandosi con i rimedi offerti dalla natura: in particolare, escolzia, passiflora e valeriana.
Mille e una notte in bianco
Prima di parlare di insonnia va chiarito di che cosa effettivamente si tratta. Il numero di ore dormite conta, ma non sempre basta per capire se il disturbo è presente oppure no. Se 5-6 ore possono essere considerate un limite di tempo al di sotto del quale è ragionevole iniziare a porsi qualche domanda sul proprio riposo, non è detto che chi tiene gli occhi chiusi per più di 7 ore sia assolutamente al sicuro.
Insonne non è soltanto chi dorme poco, ma anche chi dorme male e al mattino non si sente riposato. Notti frammentate da microrisvegli di cui neppure ci si accorge, provocati per esempio dal russamento o dalla sindrome delle gambe senza riposo, oppure la necessità di alzarsi durante la notte per bere o andare in bagno sono soltanto alcune delle moltissime cause che possono far scadere la qualità del sonno.
L'insonnia non è tutta uguale. Ne esistono forme episodiche, legate a fatti o situazioni ben precise, che possono durare una o poche notti e di solito passano quando si esaurisce la causa che le ha provocate. Ma ce ne sono anche di croniche, che persistono nel tempo (oltre un mese) o si ripresentano periodicamente. È poi possibile che l'insonnia occasionale o transitoria, se trascurata, si fissi come disturbo costante. Nella maggior parte dei casi l'insonnia è secondaria, cioè dovuta a una ragione ben identificabile. Un insonne su cinque invece soffre di una forma primaria, ovvero apparentemente priva di una causa. In base alle modalità con le quali si manifesta si può poi distinguere un'insonnia "iniziale", che rende difficile addormentarsi ed è particolarmente frequente nelle persone ansiose, dall'insonnia "centrale", che causa risvegli ripetuti, spesso seguiti da difficoltà a riprendere sonno. Infine c'è l'insonnia "terminale", tipicamente associata alla depressione, che butta giù dal letto quando l'alba è ancora lontana.
Le piante dei sogni
Trascurare l'insonnia non si deve, ma neppure ricorrere subito ai farmaci è consigliabile, soprattutto quando la causa è nota e la durata prevedibilmente limitata nel tempo. E allora che cosa si può fare? La risposta ancora una volta viene dal Regno vegetale, che mette a disposizione piante come escolzia, passiflora e valeriana, capaci di favorire il sonno in modo naturale e senza lasciare sonnolenza il giorno successivo.
L'escolzia è una pianta che cresce nelle zone aride ai margini dei deserti della California. In Europa è arrivata nel '700 grazie a Johann Friederick Eschscholtz, un botanico russo che le diede il nome di "papavero californiano", poi mutato in quello attuale a lui dedicato. Agendo sul sistema nervoso centrale l'escolzia favorisce il sonno, con un'efficacia un po' maggiore nelle donne rispetto agli uomini, ed esercita una lieve attività antidolorifica. Il principale vantaggio dell'estratto secco della pianta è avere una durata d'azione adeguata alle necessità di riposo dell'organismo: in media, 6-8 ore. Assunto poco prima di coricarsi favorisce una buona dormita, ma il mattino dopo ci si sentirà subito svegli e pronti ad affrontare una nuova giornata di studio o lavoro.
Originaria delle foreste tropicali dell'America latina, la passiflora veniva coltivata già dagli Aztechi. A portarla in Europa furono i missionari spagnoli che riconobbero nei suoi fiori i simboli della passione di Cristo: da qui il nome della pianta. L'estratto secco ha un'azione sedativa sui centri cerebrali che controllano il sonno e l'attività muscolare. È quindi particolarmente utile nelle forme di insonnia legate a tensioni e stati ansiosi. I suoi effetti svaniscono prima del risveglio evitando la sonnolenza residua e il senso di stordimento, che spesso seguono l'uso di farmaci ipnoinduttori.
È europea invece la valeriana, che cresce nei sottoboschi umidi delle regioni del Nord. Anche la valeriana ha un'azione calmante e favorente il sonno, ma per essere efficace il prodotto che la contiene deve essere titolato in acidi valerici (minimo allo 0,42%), non in altri componenti come a volte avviene. Studi clinici controllati su pazienti con insonnia hanno dimostrato che la valeriana riduce il tempo necessario per addormentarsi e migliora la qualità del sonno soprattutto nelle prime ore della notte.
Utili anche prese singolarmente, le tre piante apportano i massimi benefici sul sonno quando vengono associate in un unico prodotto.
Le forme d'uso più indicate sono le capsule a base di estratti secchi standardizzati pratiche da assumere e da portare con sè in viaggio o in vacanza, ma soprattutto garantite per quantità e qualità dei principi attivi. Per essere certi di acquistare un preparato efficace, al momento della scelta vale la pena dedicare qualche minuto alla lettura degli ingredienti e verificare la presenza dei tre estratti. Un consiglio: preferite i preparati con quantitativi di escolzia maggiori. In caso di difficoltà o dubbi non esitate a chiedere spiegazioni al farmacista.
Preparati per favorire il sonno a base di piante sono spesso liberamente acquistabili senza ricetta medica, ma vanno usati correttamente: nelle dosi giuste (in media 2-3 capsule per volta) e mai prima di svolgere attività che richiedano attenzione o prontezza di riflessi, come guidare oppure utilizzare utensili potenzialmente pericolosi.
Nonostante la comprovata efficacia dei preparati naturali, in alcuni casi l'insonnia può rivelarsi particolarmente ostica da eliminare. Se dopo una decina di giorni di trattamento costante e ben condotto il disturbo persiste, è preferibile consultare il medico, l'unico in grado di valutare l'opportunità di intervenire con farmaci specifici.
FONTE: Sapere & Salute