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  8 milioni di bebè con difetti di sviluppo
Inserito in data: 01/02/2006
 

Sei neonati ogni 100 nel mondo, ovvero otto milioni di bambini l'anno, nascono con gravi difetti di sviluppo, causa di morte e disabilità per cause genetiche, mentre altre centinaia di migliaia di bambini nascono con gravi difetti imputabili a fumo, alcol, carenze nutrizionali e altre condizioni in gestazione.

L'allarmante dato emerge da un rapporto mondiale redatto da 'March of Dimes', organizzazione no-profit americana e presentato da Jennifer Howse, presidente dell'associazione. Il rapporto, titolato "March of Dimes Global Report on Birth Defects: The Hidden Toll of Dying and Disabled Children", denuncia che questo fardello, che grava in gran parte sui paesi in via di sviluppo dove si registrano rispettivamente il 94% dei casi di difetti congeniti e il 95% dei decessi per questo motivo, potrebbe essere alleggerito se solo si adoperassero semplici strumenti di prevenzione, educazione alle gestanti, colloqui con le coppie geneticamente a rischio, diagnosi prenatale.

Dal rapporto, che contiene dati riguardanti 193 paesi, emerge che almeno 3,3 milioni di bambini sotto i cinque anni muoiono nel mondo ogni anno a causa di questi difetti congeniti, e di tutti quelli che sopravvivono 3,2 milioni saranno mentalmente o fisicamente disabili a vita.

I difetti di natura genetica più diffusi sono difetti cardiaci congeniti (1.040.865 nascite nel 2001), difetti di sviluppo del tubo neurale (323.904), talassemia, anemia mediterranea e altri difetti legati all'emoglobina (307.897), sindrome di Down (217.293).

Ma nel rapporto si è volutamente trascurato il problema di centinaia di migliaia di altri bimbi che ogni anno nascono con difetti dovuti a problemi successivi al concepimento, per esempio a causa di consumo di alcol (sindrome feto-alcolica) e fumo della donna in gravidanza, rosolia o sifilide o ancora carenze nutrizionali (per esempio di iodio) della gestante.

Mortalità e disabilità per difetti congeniti, denuncia il rapporto, potrebbero essere ridotti fino al 70% con interventi praticabili quali l'integrazione della dieta della gestante con acido folico (previene i difetti del tubo neurale), sale iodato (contro deficit di sviluppo da ipotiroidismo), vaccinazioni contro la rosolia nelle donne prima che inizi l'età fertile; mentre quelli di natura genetica potrebbero essere ridotti con screening genetici per individuare coppie a rischio e test di diagnosi prenatale.

Il rapporto, ha concluso la Howse, lascia emergere per la prima volta il grave prezzo da pagare in termini di vite umane e costi per la sanità pubblica nella gestione di disabilità permanenti e denuncia che pochi fondi ancora sono destinati alla prevenzione di questo problema nel mondo.

FONTE: ANSA

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